Rondover

RONDOVER

Capitello di Sugnano

Piccola edicola votiva sita lungo la strada provinciale in direzione Prata, antecedente l’epoca napoleonica e completamente affrescata all’interno, che è stata recentemente restaurata a spese della Comunità.

 

Storia del borgo

Luogo magico della libertà, del contatto vivo con la natura.

Piccolo Borgo situato ai limiti della campagna purliliese. Le sue origini non sono ben note, ma già in un documento di concordia sulla suddivisione dei terreni dell’allora famiglia di Prata, Porcia e Brugnera, datato 21 maggio 1228, si fa menzione di Rondover. Una delle ipotesi è che i terreni della campagna circostante fossero usati come terreni rotativi, da qui forse l’interpretazione del nome Rondover come “Prato Rotondo”.

Più certezze abbiamo sull’origine del cognome che caratterizza i suoi abitanti, infatti non si può  dire Rondover senza dire Sist.

Cognome nato “casualmente”, sembra alla fine del 1400, a seguito delle nuove norme sul censimento, cosicché il nome Sisto, capostipite da cui ebbe origine la casata Sist, divenne l’ora noto succitato cognome.

Un piccolo Borgo che custodisce un grande tesoro, il fiume Noncello, che qui giunge alla fine della sua corsa iniziata nel centro di Cordenons. Se attualmente guardiamo alle sue acque con timore durante le esondazioni annuali, in passato è stato una grande risorsa per il sostentamento delle famiglie contadine di Rondover.

Recentemente è stato però rivalorizzato grazie alla realizzazione di una passeggiata che si affaccia sulle sue acque turchesi e ne segue il percorso. Una passeggiata immersa nel verde, tra tigli, olmi, aceri campestri, pioppi, gelsi, platani, ontani nero, che ripercorre non solo il fluire delle acque, ma anche la storia del Borgo stesso. Molti gli aneddoti che caratterizzano ogni campo, ogni ansa del fiume.

La più interessante e curiosa sicuramente quella del battello che veniva usato dagli abitanti di Rondover per raggiungere l’allora chiesetta parrocchiale di San Leonardo a Vallenoncello, dall’altra parte del fiume. Un barcone, molto simile ad una chiatta, che veniva fatto avanzare sulle acque per mezzo di una fune che collegava le due sponde.

Ora a ricordo di quel passato si erge una scultura incompiuta di Emilio Verziagi, famoso artista  di fama internazionale molto legato al Borgo di Rondover, a cui ha donato anche la Via Crucis situata nella chiesetta del Borgo e la statua della “Cathera” ubicata a fianco del Capitello di Sugnano.