Berettyóújfalu è una città di 16.000 abitanti e si trova nella regione Grande Pianura Settentrionale d’Ungheria. È il centro della provincia di Bihar, si trova in riva al fiume Berettyó, da cui prende il nome, a 25 km dal confine ungherese-rumeno, accanto alle importanti arterie 42 e 47.
I primi cenni scritti sulla città risalgono al 1200, quando nella zona, ora occupata dalla città, si formarono 14-15 villaggi, il cui centro era Herpály. Di tale periodo resta oggi solo la „torre tronca o mutila” unica testimone del monastero di Herpàly e monumento più antico della città. Il monastero era molto conosciuto all’epoca per l’attività dei frati che avevano creato una vivace atmosfera di intenso livello culturale.

La data più importante della storia di Berettyóújfalu è il 23 maggio del 1608, quando Báthory Gábor, principe transilvano le concesse il privilegio di città „aiducco”1°. Ed è per questo che in anni recenti il consiglio municipale ha stabilito questa data festiva, denominandola il „Giorno della Città”.
Il territorio era fortemente paludoso, ma verso la metà del 1800 venne regolato il corso dei fiumi Berettyó e Körös. Questo permise di recuperare all’agricoltura una gran parte di territorio precedentemente invaso dall’acqua e di modificare totalmente il sistema di vita dei suoi abitanti, fino ad allora dediti quasi esclusivamente alla caccia ed alla pasca.
Conseguentemente cominciarono a nascere le prime infrastrutture: la linea ferroviaria di Püspökladány – Oradea fu aperta al traffico nel 1858; Berettyóújfalu ne divenne una delle stazioni più importanti e questo rilanciò lo sviluppo della città. Nel 1874-75 fu costruito un nuovo palazzo municipale a vari piani.
Alla fine della prima guerra mondiale e dopo il trattato di pace del Trianon (4 giugno 1920) la vita della città ebbe un nuovo duplice impulso, sia amministrativamente che economicamente: tre comuni autonomi divennero capoluoghi di provincia e fra questi Berettyóújfalu, che mantenne tale importante titolo per 25 anni fino a che lo stesso venne restituito alla città di Várad.
Nonostante la temporaneità del titolo, la Città seppe usare la sua posizione privilegiata per iniziare un interessante sviluppo. In questo periodo furono costruiti il palazzo postale, la casa di levante, il villaggio degli impiegati, l’ospedale, la scuola media civile maschile, la scuola elementare riformata e la prefettura. Per iniziativa del viceprefetto dott. Fráter László fu confermata la scuola media di economia agraria invernale e fu istituito anche un archivio.                      

Accanto allo sviluppo economico e infrastrutturale si formò una effervescente vita intellettuale e commerciale, grazie ad intellettuali, artisti, maestri e mercanti che qui si stabilirono. Questa vita caratterizzò quei 25 anni, e gli aspetti positivi sono visibili tutt’oggi.

Nel gennaio del 1950 la provincia di Bihar si unificò con la provincia di Hajdú. Berettyóújfalu riuscì comunque a conservare un ruolo importante e centrale nel suo territorio, attraverso l’ospedale di circolo, le scuole medie superiori, e il potenziamento del terziario. La città – sempre comune autonomo – nel 1970 venne unificata con Berettyószentmárton, e successivamente nel 1979, insieme, vennero elevate al grado di „città”.

Nelle scuole cittadine studiano quattro mila studenti. L’ospedale, che dispone di circa 700 posti-letto, è in stretto contatto con un centro terapeutico, che utilizza l’acqua termale esistente. Il centro comprende le terme con sauna, solarium, piscina coperta e piscina all’aperto, ed è in continua evoluzione per diventare oltre che terapeutico anche un centro wellness.Per quanto riguarda la vita religiosa di Berettyóújfalu, vi sono due chiese cattoliche e due protestanti.

Una chiesa cattolica presenta bellissime vetrate colorate ed alcuni importanti dipinti; una chiesa protestante, costruita nel 1917, è famosa in quanto il suo organo è stato suonato in più occasioni dal famoso compositore ungherese Liszt Ferenc

Gruppo di Danza Folcloristica Bihar

Nei dintorni della città si possono trovare parchi nazionali sia a nord che ad est della città. Caratteristico il paesaggio della „puszta” 2°, tipica pianura magiara che si estende per circa 400 km ad est e sud di Budapest.
In città opera la Fanfara Giovanile che con la sua attività favorisce l’immagine di un territorio culturalmente e musicalmente molto ricco. L’altra importante attività, riconosciuta in tutto il paese, è quella del Gruppo di Danza Folcloristica Bihar. Gli edifici pubblici e le istituzioni sono decorati dalle opere degli artisti che abitano e lavorano in città. Le manifestazioni più importanti organizzate annualmente sono il Giorno della Città (già ricordato, che cade il 23 maggio), il Giorno della Poesia, il Giorno di Morotva, le Serate Estive Musicale, i programmi dei giorni di Santo Stefano, la Fiera di Bihar, la Mostra delle Macchine da Corsa e Rappresentazione di Rally.

Foto tratte dal libro fotografico di Gombos Ferenc 



AiducchiPuszta

Aiducchi -Da Wikipedia: in epoca medievale, i briganti di strada dei territori balcanici; più tardi divennero protagonisti delle insurrezioni contro i turchi; questa attività patriottica favorì la diffusione del termine sia con il significato di patriota e insorto, sia per indicare gli appartenenti a speciali milizie, tra cui, dal 1776, le guardie del corpo dei granduchi di Toscana

Puszta -L'arrivo dei mongoli, nel 1241, che invasero la regione distruggendo ogni cosa al loro passaggio, trasformò la grande pianura magiara, ricca di boschi rigogliosi e di ampie paludi piene di canne, in una terra desolata e incoltivabile: la steppa. Eppure questa immensa prateria piatta ha un suo fascino particolare: qui è possibile vedere all'orizzonte la polvere delle mandrie di cavalli lanciati al galoppo, le lunghe fattorie dai tetti che quasi toccano terra, animali tipici introvabili altrove come le pecore racka, dalle lunghe corna attorcigliate, e i maiali mangalica, dal folto vello di lana ricciuta. Da ultimo, ma non certo ultimi, i csikos gli abilissimi mandriani a cavallo che, avvolti nelle loro vesti blu, danno alla puszta quel tocco di romanticismo che resterà tra i ricordi incancellabili di chi visita queste terre.