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Premio Purlilium

Anno 2007

 

Diego Cal

E’ nato a Porcìa nel 1963, iniziando giovanissimo all’età di 8 anni lo studio della tromba, frequentando la locale scuola della banda musicale.
Successivamente, all’età di 12 anni, vista la predisposizione tecnica per questo strumento, ha frequentato l’Istituto musicale “A.Benvenuti” di Conegliano, dove ha perfezionato la tecnica di base; più tardi si è iscritto al conservatorio “B. Marcello” di Venezia, dove si è brillantemente diplomato nel 1982.
Subito dopo gli studi, ha iniziato a collaborare come prima tromba e solista con molte orchestre, gruppi cameristici, nazionali e internazionali.
Tra le orchestre possiamo citare: I pomeriggi musicali di Milano e l’Angelicum, il teatro “la Fenice” di Venezia, l’orchestra di Pforzheim(Germania), Solamente Naturali di Bratislava, Klang Forum di Vienna, Montis Regalis, Orchestra di Padova e del Veneto, Filarmonica veneta, Sinfonica del Friuli V.G., Modo Antiquo di Firenze e Venice Baroque Orchestra, oltre a gruppi per musica da camera tra i quali: Ex novo ensemble di Venezia, Ensemble Novecento e Oltre di Milano.
Ha suonato con i più rinomati artisti, tra i quali citiamo: Rostropovich, Askenazy, Buchbinder, Accardo, Ughi, Mutter, Perlman, K. Ricciarelli, Carreras, Proietti, Cassone, Petrushansky, Stockausen, Maag, Argerich, Zimmermann, Pay, Mills, Riz Ortolani, E. Morricone, Milva, Battiato, Ruggero e moltissimi altri.
Ha suonato nei più prestigiosi teatri d’Europa, tra i quali il Teatro alla Scala di Milano, la Fenice di Venezia, il teatro dell’Opera di Roma, al Massimo di Palermo, il teatro Regio e alla Rai di Torino, la Rai di Roma, il Musikverein di Vienna, il Mozarteum di Salisburgo, l’Opera di Francoforte e di Berlino, radio Monaco, il teatro Colon di Buenos Aires e il Concertgebow di Amsterdam, la radio di Lubljana, sempre come prima tromba o solista.
Ha un’attività concertistica molto intensa ed effettua concerti in tutta Europa, Canada, Argentina, Brasile, Uruguay e Cina.
Ha partecipato come solista a festival internazionali di musica antica e contemporanea nelle principali città europee, con dirette televisive.
Rilevante è l’attività con l’organo, sia come strumento moderno che con la tromba naturale, effettuando incisioni discografiche per l’Archiv Dutsche Grammophon e altre. Con l’Ensemble Aeneus ha inciso l’opera in prima mondiale “Vidi Aquam” di E. Morricone.
Come solista ha suonato con i pianisti Petrushansky, Lonquinch, Campanella e la soprano Emma Kirkby.
Dal 1987 è prima tromba solista dell’Orchestra di Padova e del Veneto, con la quale partecipa alle più importanti tournèe in tutto il mondo e a prestigiose incisioni discografiche.
Fino ad ora ha effettuato più di 2000 concerti.
Ha insegnato nei conservatori di Trieste, Vicenza, Castelfranco e Udine, dove attualmente occupa il posto di docente principale di tromba.
Tiene regolarmente corsi e Master Class sugli ottoni e sulla musica d’insieme per ottoni.
Insegna tromba alla scuola di musica “Salvador Gandino” della nostra città e all’accademia “Cesare Bandinelli” di recente istituzione, dove cura con Giampaolo Doro la direzione artistica.
Attualmente si occupa anche della promozione dei giovani musicisti, in special modo ottoni, affinché possano trovare spazio nel mondo musicale italiano ed europeo.
Per aver dato lustro a Porcìa con la sua affermata attività artistica, la ProPorcìa e l’Amministrazione Comunale, sono onorate di conferire a Diego Cal il premio Purlilium.

 

Don Chino Biscontin

Don Chino (Gioacchino) Biscontin è nato il 20.03.1942 a Palse, secondo di tre figli, da una famiglia di contadini. Dopo le elementari a Palse e le medie a Pordenone, entra in Seminario diocesano a Pordenone, ed è ordinato sacerdote l’11.09.1966.
Dopo due anni di insegnamento alle medie del Seminario (matematica e scienze) e contemporaneamente cappellano a Fontanafredda, viene inviato a completare gli studi di teologia a Roma: ottiene la licenza in teologia alla Pontificia Università Gregoriana (1970) e il dottorato in teologia morale all’Accademia Alfonsiana (1972).
Durante gli studi di teologia chiede e ottiene di poter lavorare durante l’estate per pagare gli studi, lavora presso la Nautix di Visinale e la Rotocrom di Fontanafredda.
Per tre anni insegnante di religione a tempo pieno presso il Mattiussi di Pordenone e cappellano a Chions, dal 1975 al 1978 torna a Roma per occuparsi, come redattore, della Rivista di predicazione “Servizio della Parola”, dell’Editrice Queriniana di Brescia, con la quale aveva già iniziato un rapporto di collaborazione. Dal 1985 diventa direttore della medesima rivista.
Rientrato in Diocesi è parroco, per dieci anni, di Vallenoncello e successivamente, per tre anni, della parrocchia del Pasch a Cordenons. Nel frattempo insegna sia in Seminario che in altri istituti teologici. Nel 1991 è chiamato a dirigere la Biblioteca del Seminario Diocesano, ricca di circa 140.000 volumi, tra cui 30.000 antichi. Si tratta di spostare la Biblioteca nella nuova sede presso il Centro di Attività Pastorali e di organizzarla modernamente con l’informatizzazione, a servizio dell’utenza.
Nel 1991 fonda il Museo Diocesano di Arte Sacra, di cui è Direttore. Dal 2004 è anche Direttore dell’Archivio Storico Diocesano. Nel frattempo è cappellano festivo a Palse.
Insegna materie teologiche nel Seminario di Pordenone, all’Istituto Superiore di Teologia di Portogruaro, all’Istituto Superiore di teologia di Padova e alla Facoltà di teologia del Triveneto in Padova. Ha una fitta attività come conferenziere, come predicatore di esercizi spirituali e come guida di pellegrinaggi, in particolare in terra Santa e nei luoghi francescani. E’ contattato spesso per colloqui individuali. Ha pubblicato e pubblica molti articoli in varie riviste, capitoli in libri come coautore, e alcune voci in enciclopedie teologiche.
Ha pubblicato diversi libri. Gli ultimi:
Predicare oggi: perché e come, Ed. Queriniana, Brescia
In cammino con Gesù risorto, della medesima Editrice
E con Biblioteca dell’immagine di Pordenone:
Le ultime ore di Gesù - San Francesco - Lettera ai ragazzi- Come è fatto un cristiano.
Per la sua opera pastorale, per la sua attività di docente e di fine pubblicista, per l’importante avvio del museo diocesano di Arte Sacra e la sistemazione della biblioteca diocesana, dando lustro alla città natale, la ProPorcìa e l’Amministrazione comunale sono orgogliose di assegnare a Don Chino Biscontin il premio Purlilium

 

Associazione genitori asilo infantile “Monumento ai caduti”

La scuola dell’infanzia “Monumento ai caduti”di Porcìa è stata fondata nell’anno 1923, ad opera del cappellano Don Carlo Fabris, per accogliere i bambini in età prescolare del comune, e fu titolata “Monumento ai caduti” per ricordare i caduti in guerra di Porcìa.
Fin dall’inizio è stata gestita da un comitato di cittadini, i quali hanno reperito prima i fondi per costruire la sede di Porcìa, tuttora funzionante, e poi quella di Rorai Piccolo, sostituita, dopo il terremoto del 1976, da una scuola dell’infanzia statale.
L’asilo infantile, per volontà del comitato di cittadini, presieduto da Antonio De Mattia, è stato retto fin dall’inizio da una congregazione religiosa: dapprima dalle Suore Ancelle dell’Immacolata di Parma e poi, dopo un periodo nel quale l’asilo fu adibito a scuola di lavoro e colonia estiva, a partire dal 1942, dalle Suore “Figlie di San Giuseppe” di Venezia, che tuttora con competenza e spirito di servizio continuano a reggere la meritevole istituzione.
Infatti nel 1942 la signora Maria Piva, in villeggiatura a Claut incontrò suor Luigina, che reggeva allora l’asilo di Claut. Quell’incontro fece sì che una delegazione comprendente mons. Cadelli, il presidente di allora Antonio Valdevit, il conte Eugenio di Porcìa e il sig. Domenico Fabbro si recasse alla Casa Madre delle “Figlie di S.Giuseppe” del Caburlotto.
Attorno agli anni sessanta, visto l’aumento demografico (i bambini erano circa 150) s’era creata la necessità di ampliare la struttura. Data l’urgenza e la lunghezza dei tempi tecnici si optò per una soluzione provvisoria, installando un prefabbricato donato dalle industrie Zanussi. Nel frattempo si avviava la costruzione del nuovo fabbricato, inaugurato il 6 giugno 1975.
Il vecchio fabbricato, sede del primo nucleo dell’asilo, fu invece ristrutturato in seguito al terremoto del 1976 ed adibito ad abitazione delle suore e ai servizi.
Altri due momenti importanti per l’Asilo furono: il 29 settembre 1969 l’atto costitutivo dell’associazione genitori e Statuto degli asili infantili di Porcìa e il 26 luglio 1989 la stipula della convenzione con il comune di Porcìa e la scuola materna Monumento ai caduti (già asili infantili di Porcìa e Rorai Piccolo) che diede una sistemazione chiara e di reciproca convenienza ai rapporti fra i due enti.
L’Asilo è sempre stato retto da un comitato di gestione fino al 1969 e in seguito da un Consiglio di Amministrazione, attualmente presieduto dal sig. Giacomo Perin.
Per l’opera educativa e assistenziale svolta a favore dell’infanzia della nostra città, la ProPorcìa e l’Amministrazione Comunale sono onorate di conferire il premio “Purlilium” all’Associazione genitori della scuola materna “Monumento ai caduti"

 

Sieglinde Paulitsch

Nata a Spittal an der Drau è da sempre cittadina della nostra splendida città gemellata. Diplomata a Villach alla Handelskademie, inizia l’attività lavorativa come segretaria del direttore del consorzio consumatori. Dopo la pausa maternità nel 1970 prende sevizio presso il comune di Spittal come collaboratrice dell’ufficio turistico e dal 1974 ne diviene direttrice. Inizia così un’intensa attività che la vede impegnata nella valorizzazione della sua città e nella promozione di numerose iniziative.
Istituisce l’ufficio cultura del comune, promuovendo numerose iniziative culturali, avvia il gemellaggio con Loehne in Germania e con Porcìa e Pordenone, nel 1987. Ricorre, infatti, quest’anno il ventennale del gemellaggio di Porcìa con Spittal.
Promuove e sviluppa la festa di Salamanca, che ogni due anni fa rivivere nella città sulla Drava le antiche leggende, ha coordinato le manifestazioni per gli 800 anni di Spittal ed è cofondatrice di “Stadtfacher”, oltre a promuovere i progetti culturali europei e molte altre cose ancora.
Membro del consiglio di amministrazione dell’Associazione”Komoedienspile Porcìa”, dove ogni anno e soprattutto d’estate, nel castello Porcìa, vengono rappresentate opere teatrali e opere liriche e sinfoniche di livello internazionale. Inoltre è membro dell’associazione “Piccole città storiche dell’Austria” e della Commissione cultura della regione Carinzia, collaboratrice dell’Ente per il turismo del territorio del lago di Millstatt.
Ha avviato la trasformazione dell’Ufficio turistico e Cultura in “Centro servizi della città” e con la riorganizzazione degli uffici comunali ha assunto l’incarico di responsabile dei “servizi ai cittadini e agli ospiti” con competenze su turismo, cultura, biblioteca, archivio, centro giovani, marketing, anagrafe, servizi sociali, alloggi, comunicazione, con l’intento di costruire una squadra forte e preparata in ogni settore.
Il suo motto che l’ha sempre guidata in ogni azione è: “Solo chi arde di passione può alimentare il fuoco”. Mi sembra che questo motto rappresenti bene il carattere e le peculiarità di Sieglinde.
Nel lavoro al primo posto stanno i collaboratori che la chiamano la “mamma” dell’ufficio e oltre all’efficienza ha infuso a chi collabora con lei anche la sua “mentalità italiana” fondata sull’amicizia e sulla disponibilità al dialogo.
Dopo 35 anni di intenso e proficuo lavoro, Sieglinde si concede il meritato riposo, ma, conoscendola, non smetterà di interessarsi alle cose di Spittal e di Porcìa, ai suoi viaggi in particolare nell’amato Friuli e in Slovenia e ad essere sempre curiosa e attenta alle belle cose che la vita certamente le riserverà ancora per molti anni.
Per il suo impegno a promuovere l’amicizia con la gente di Porcìa, per aver costantemente favorito e sviluppato i rapporti fra le nostre due città, per aver promosso la nostra città e la nostra regione presso i suoi concittadini, la ProPorcìa e l’Amministrazione comunale sono onorate di assegnare il premio Purlilium alla cara amica Sieglinde Paulitsch.

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